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C. Eu. S. di Nisida
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ATTIVITA' INTERNAZIONALE

PERCHÉ NASCE E COME LAVORA L’EU.C.P.N.
 
Le attività di prevenzione della criminalità a livello dell’Unione Europea, prima dell’entrata in vigore, il 1° maggio 1999, del Trattato di Amsterdam, che conferma e riprende nel suo articolato il concetto di uno spazio comune rafforzato di libertà, sicurezza e giustizia a vari livelli, si concentravano in particolare sulla prevenzione della criminalità organizzata.

Il Consiglio dell’Unione Europea a Tampere, il 15 e 16 ottobre dello stesso anno, ribadisce l’importanza di politiche efficaci di prevenzione della criminalità nell’Unione, esortando gli Stati membri a sviluppare ulteriormente i programmi nazionali ed individuare ed elaborare priorità comuni, incrementando lo scambio delle "migliori prassi", rafforzando la rete di comunicazione e la cooperazione tra organismi nazionali ed internazionali e fissando quali priorità per tale cooperazione i tre settori della criminalità giovanile, urbana e quella connessa alle sostanze stupefacenti.

Il 29 novembre 2000 la Commissione Europea presenta una Comunicazione al Consiglio e al Parlamento Europeo su "La prevenzione della criminalità nell'Unione europea -Documento di riflessione sugli orientamenti comuni e proposte a favore di un sostegno finanziario comunitario", per definire i settori prioritari ed elaborare un’efficace strategia di intervento a livello di Unione Europea.


Sulla base di questa Comunicazione, con Decisione del Consiglio dell’Unione Europea del 28 maggio 2001, viene istituita la Rete europea per la prevenzione della criminalità – European Crime Prevention Network – nota con la sigla EU.C.P.N. le cui priorità sono incentrate sugli enunciati di Tampere.

La strategia dell’Unione Europea per l’inizio del nuovo millennio sulla prevenzione ed il controllo della criminalità organizzata contempla inoltre l’opportunità per il Consiglio di avvalersi dell’apporto di esperti di organizzazioni in materia di prevenzione, riuniti in un network per un approccio multidisciplinare e congiunto, che sostenga la promozione di iniziative di partnership tra pubblico e privato, coinvolgendo la società a vari livelli, per fronteggiare in maniera articolata le cause della criminalità.

Per prevenzione si intende quindi ogni azione tesa alla riduzione del crimine e della condizione di insicurezza da esso generato, sia attraverso azioni dirette di contrasto che azioni politiche di intervento sulle cause ed il network, caratterizzato da modalità informali di comunicazione, opera dunque per:
  • facilitare ed incrementare i contatti e gli scambi di informazioni ed esperienze;
  • rafforzare la cooperazione tra pubblico e privato e favorire le partnerships tra gli Stati membri;
  • contribuire a sviluppare i vari aspetti della prevenzione del crimine a livello di Unione Europea;
  • sostenere le attività di prevenzione a livello nazionale e locale, con particolare attenzione per la criminalità minorile, urbana e collegata all’uso di sostanze stupefacenti;
  • analizzare e comparare le statistiche esistenti, approfondendo gli aspetti dell’allarme sociale e delle vittime di reato;
  • collaborare con il Consiglio e con gli Stati membri tramite questionari sul crimine e sulla prevenzione;
  • contribuire ad individuare spazi per la ricerca, la formazione e la valutazione;
  • organizzare attività per sensibilizzare e diffondere argomenti di prevenzione;
  • facilitare lo scambio di buone prassi e la cooperazione con gli Stati candidati, i Paesi terzi e le organizzazioni internazionali;
  • fornire su richiesta pareri al Consiglio ed alla Commissione Europea in materia di prevenzione;
  • contribuire ad analizzare i dati esistenti sulla criminalità e sulle sue previsioni di sviluppo, per fornire contributo e consulenza alle decisioni nazionali ed europee e supporto al Consiglio in materia;
  • collaborare all’individuazione di aree di ricerca, sperimentazione e valutazione nel campo della prevenzione.
I lavori dell’EU.C.P.N. seguono i semestri di Presidenza dell’Unione Europea e lo Stato titolare organizza, come da Regolamento, almeno due eventi ufficiali di rilievo sul territorio nazionale, a cui prendono parte personalità del mondo politico e culturale.

Un primo incontro è riservato ai Rappresentanti nazionali ed ai Sostituti Rappresentanti nazionali, che vengono nominati solitamente tra funzionari dei dicasteri dell’Interno e della Giustizia dei Paesi membri.

I Rappresentanti seguono le politiche della Rete, i rapporti con la Commissione Europea, presso cui è collocato il Segretariato del network, votano e prendono decisioni relative alle proposte presentate dagli Stati membri ed alle richieste della Commissione, alla programmazione ed ai report finali. Organizzano e partecipano ai lavori dei sottogruppi di studio e ricerca e sono i referenti degli esperti invitati a contribuire. Organizzano e coordinano inoltre le attività del Network durante il Semestre di presidenza.

All’incontro possono partecipare anche i contact points, esperti designati a livello nazionale ed accreditati presso il network dai singoli Stati membri, i Rappresentanti, in qualità di osservatori, degli Stati candidati, gli esperti di Europol e dell’Osservatorio europeo sulle droghe e sulla tossicodipendenza (EMCDDA-European Monitoring Centre for Drugs e Drug Addiction) e naturalmente la Commissione Europea ed il Segretariato della Rete presso la Commissione.

Il secondo evento, improntato a minore formalità, consiste solitamente in una conferenza plenaria, a cui prendono parte anche funzionari e tecnici in ambiti specialistici, ultimamente non più di sei per Paese, per limitazioni di budget, che si articola in interventi e workshops su temi scelti dalla Presidenza di turno.

Ogni Paese invia in anticipo esempi di buone prassi già collaudate e valutate secondo una metodologia condivisa ed approvata, che vengono successivamente pubblicate sul sito web.

Da alcuni anni è invalsa la consuetudine, sempre per motivazioni di carattere finanziario, di far coincidere la Conferenza con la cerimonia di assegnazione dell’ European Crime Prevention Award. Questa manifestazione, nata nel 1997 dalla precedente esperienza di una iniziativa di Gran Bretagna, Belgio ed Olanda, premia il miglior progetto presentato, già realizzato e valutato.

I progetti devono aver raggiunto la maggior parte degli obiettivi prefissati, essere innovativi, suggerire nuovi metodi o nuovi approcci alla prevenzione e realizzarsi preferibilmente con la formula del partenariato. Il premio consiste in una somma in denaro per la realizzazione di ulteriori progetti da parte dello Stato vincitore.

Tutti i contatti ed i lavori dell’EUCPN si svolgono in lingua inglese senza interpretariato e le spese di partecipazione sono a carico di ogni singolo Stato membro, a parte le spese di rappresentanza per l’accoglienza e le eventuali manifestazioni, cui provvede la Presidenza di turno.

La programmazione e i report finali, come tutta l’attività della Rete, sono approvati e sottoposti alla valutazione da parte della Commissione Europea ed un periodico aggiornamento viene pubblicato sul sito ufficiale http://europa.eu.int/comm/justice_home/eucpn/, al quale, durante la presidenza inglese, si è affiancato www.eucpn.org, fornito anche di accesso riservato ai Rappresentanti nazionali e sostituti, attualmente ancora gestito dalla Gran Bretagna. Una newsletter viene inoltre inviata con cadenza trimestrale.

La prima riunione ufficiale della Rete ha avuto luogo un mese dopo la Decisione istitutiva, nel giugno 2001, alla conclusione del semestre di presidenza svedese, nazione di consolidata esperienza in materia di politiche di prevenzione come la maggior parte degli Stati del Nord Europa, e Stato promotore, assieme alla Francia, della creazione del network. Gli incontri hanno successivamente avuto luogo in Belgio, Spagna, Danimarca, Grecia, Italia, Irlanda, Olanda, Lussemburgo, Inghilterra, Austria, Finlandia, Germania e Portogallo.

Il semestre irlandese ha visto il I°maggio 2004 l’ingresso di dieci nuovi Stati membri e la Germania ha accolto la Romania e la Bulgaria il I° gennaio 2007. Ogni Stato ha arricchito l’esperienza comune, stabilendo le priorità in accordo con il programma ufficiale del proprio semestre, per la scelta delle problematiche da affrontare nel corso di entrambi gli eventi. Alcuni Paesi hanno realizzato ulteriori incontri con la collaborazione e l’ospitalità di altre Nazioni.

In occasione del semestre italiano di Presidenza, che si è svolto da giugno a dicembre 2003, la collaborazione con il Segretariato della Commissione Europea si è consolidata attraverso nuovi contatti ed incontri promossi proprio dai Rappresentanti italiani, concretizzandosi in un ulteriore, valido supporto politico e diplomatico. E’stata inoltre costituita una delegazione italiana per fornire un supporto di segreteria tecnica all’organizzazione dei due eventi, realizzati a settembre ed a novembre.

Il Dipartimento per la giustizia minorile ha scelto di affrontare le tematiche relative ai minori stranieri anche non accompagnati, presenti sui territori nazionali, a rischio di devianza e sfruttamento, in logica continuità con le problematiche già affrontate durante la precedente Presidenza della Danimarca, presentando buone prassi per l’integrazione dei giovani immigrati autori di azioni criminose e confrontando le misure sperimentate negli altri Stati membri al fine di prevenire condotte devianti e di fornire opportunità per favorire una concreta inclusione nel contesto sociale di giovani immigrati di prima e seconda generazione.

L’esito dei lavori della Conferenza Plenaria, introdotti dagli interventi di numerosi relatori, è stato raccolto in un dossier e distribuito a livello nazionale ed internazionale. L’evento, apprezzato nei contenuti e nell’accoglienza, si è svolto in un clima di grande interesse e partecipazione, pur funestato in chiusura dalla notizia della strage di Nassiriya, che ha suscitato il cordoglio e la solidarietà di tutte le nazioni presenti.

L’allargamento a 25 Stati nel 2004 ha causato inevitabilmente anche nel Network esigenze di modifiche nelle procedure e nelle modalità operative,con l’istituzione di gruppi che consentono lo snellimento dei lavori, riservando alla prima riunione ufficiale di ogni semestre le decisioni politiche generali e da sottoporre a votazione. All’attività del Quartet, sistema ufficiale finora adottato di contatti ed incontri tra lo Stato precedente, quello in carica ed i due successivi – sono stati affiancati quindi tre gruppi permanenti di indirizzo, programmazione e di verifica, mentre verrà ulteriormente diversificato il lavoro dei sottogruppi sui temi specifici ed incrementato il monitoraggio sulle politiche di prevenzione.

La Germania è stato il primo Paese a presentare il programma unitamente ai due Paesi successivi, il Portogallo e la Slovenia; tale sistema permetterà anche ai Paesi meno forti economicamente di affrontare le spese connesse all’organizzazione.

La Rete va ora configurandosi come un organismo di facile adattabilità alle nuove emergenze ed allarmi sociali in materia di criminalità, in grado di focalizzarsi sulla conoscenza di aree ancora non studiate, tentando di colmarne il gap conoscitivo e quindi strumento di consultazione e consulenza rapido per la Commissione.

In particolare per contrastare l’allarme per la delinquenza collegata ai grandi eventi, sono da tempo sono stati avviati studi e comparazione di esperienze e collaborazioni interforze, come per il dilagare della criminalità in Internet, su cui si è basato il Seminario di Wiesbaden durante la presidenza tedesca, mentre concreto interesse suscitano l’azione di contrasto al crimine organizzato con misure amministrative e con l’applicazione di buone prassi collaudate per la lotta alla corruzione.

Il più recente programma di lavoro ha privilegiato una articolazione in progetti a breve termine e dai risultati concreti, proposti e seguiti da un numero ristretto di Paesi suscettibile di variazioni in itinere, in un’ottica sempre più vasta degli ambiti della prevenzione. I finanziamenti per le attività e le iniziative provengono solitamente, oltre che dalle risorse del singolo stato membro ospitante, da contratti autorizzati dalla Commissione nell’ambito della partnership tra pubblico e privato, da programmi ex Agis e da volontarie contribuzioni.

Tenendo conto della espressa volontà di rafforzamento del ruolo del Network da parte del Vice Presidente della Commissione Europea, (Doc.CRIMORG43) durante la Presidenza austriaca e della proposta di voler focalizzare l’attenzione, nel campo della prevenzione alla criminalità urbana, uno dei tre obiettivi della Rete, sui flussi di criminalità connessa ai grandi eventi, in particolare la prostituzione forzata ed il traffico di esseri umani, sempre più spesso minorenni, avvalendosi proprio della consulenza dell’EUCPN, è stato già previsto l’incremento della collaborazione, dei contributi e della presenza di osservatori ed esperti sia alle riunioni che per il lavoro dei gruppi.

Le modalità della cooperazione on line con altri networks, già avviate durante il semestre italiano, e con consulenti esterni sono state oggetto di discussione sotto la presidenza portoghese, che ha inserito tra i suoi punti programmatici l’utilizzo della nuova tecnologia dell’informazione per il futuro delle comuni politiche del sistema di giustizia europeo.